Non si può sciogliere un nodo tirandolo con forza, allo stesso modo una situazione complessa la si affronta lavorando sui processi psicologici che la mantengono
Psicologa clinica a Sassuolo
Psicologa clinica a orientamento Sistemico-relazione e psicologa forense
Ho deciso di diventare psicologa per poter aiutare bambini, adolescenti e adulti in momenti e situazioni particolari della loro vita, consapevole che questa è una professione che richiede tanti sacrifici, senso di responsabilità e dedizione al paziente.
Dopo essermi diplomata alle Magistrali, a 19 anni da Castelnovo Né Monti piena di ambizioni e desiderosa di imparare, sono partita per Padova dove mi sono laureata nell’allora laurea quinquennale di Psicologia.
Durante l’università ho partecipato al Concorso Pubblico per insegnanti della scuola primaria vincendolo, e ho così insegnato per 10 anni matematica. Questa esperienze mi ha permesso di conoscere la scuola sia dalla parte delle insegnanti che da quella dei bambini.
La mia passione per la psicologia nasce dall'amore per l'essere umano e la sua capacità di cambiamento. Credo fermamente che attraverso un percorso terapeutico mirato, ognuno di noi può migliorare se stesso e superare i problemi che ci impediscono di vivere al meglio. Ho sempre creduto nell'importanza di aiutare gli altri a scoprire le loro risorse e potenzialità e questo è ciò che mi spinge ad aiutare le persone attraverso la psicologia.
Ho poi lasciato la scuola per dedicarmi completamente alla professione di psicologa, decidendo però di non abbandonarla del tutto: ho conseguito il master in Psicopatologia dell’Apprendimento, grazie al quale effettuo diagnosi e screening per individuare il percorso migliore per bambini e ragazzi con difficoltà o disturbi dell’apprendimento.
La mia preparazione all’attività clinica verso bambini, adolescenti e adulti è stata completata con la scuola di 4 anni ad orientamento Sistemico-Relazionale, ho intrapreso questo percorso per dare la possibilità ai miei pazienti di effettuare percorsi per il raggiungimento delle proprie consapevolezze nella gestione di situazioni ansiogene e depressive, nonché per la gestione di eventi importanti della vita (lavoro, scuola, amicizie, matrimoni, lutti, malattie, separazioni, supporto psico-educativo, disturbi dell’umore, disturbi del comportamento alimentare, per citarne alcuni).
Ho partecipato a diversi convegni dell’associazione “Psicologi per i Popoli”, ricevendo una formazione ad hoc per la gestione dal punto di vista psicologico di eventi traumatici di grande portata, potendo così avere parte attiva a seguito del Terremoto dell’Emilia del 2012 e nell’attuale Pandemia di Coronavirus, nonchè di incidenti ferroviari e stradali gravi.
Sono iscritta come Consulente Tecnico di Parte (CTP) e Consulente Tecnico di Ufficio (CTU) presso il tribunale di Reggio Emilia.
Da 26 anni mi occupo di difficoltà emotive, psicologiche, disturbi dell’apprendimento, cognitivi e della sfera scolastica, separazioni e mediazioni famigliari ed eventi ambientali che determinano vittime.
Spesso immaginiamo l'inizio di un percorso psicologico come un salto nel vuoto. In realtà, è più simile all’apertura di una porta su una stanza che già abiti, ma di cui non avevi ancora acceso la luce.
Iniziare non significa "stravolgere" chi sei, ma concederti lo spazio per guardare la tua storia, le tue relazioni con un paio di occhiali diversi.
Il primo colloquio è uno spazio di ascolto e conoscenza reciproca. Ecco come lo vivremo:
Molte persone rimandano perché non sanno da dove cominciare a raccontare. Non è un problema tuo, è il mio lavoro aiutarti a farlo. Non serve un discorso preparato; servono solo la tua presenza e la tua autenticità, con tutta la confusione che potresti sentire.
"Ogni cambiamento profondo inizia con una conversazione diversa dalle solite."
Se senti che è arrivato il momento di dare voce alla tua complessità, puoi farlo in modo semplice:
Spesso arriviamo in terapia quando sentiamo che il solito modo di fare le cose non funziona più. Il primo passo non è una soluzione magica, ma è l'atto di interrompere un automatismo per iniziare a osservare la propria vita da una prospettiva diversa.
So che alzare il telefono o scrivere una mail può generare ansia. Per questo, il mio obiettivo è rendere questo processo il più accogliente possibile:
"E se non so da dove iniziare?": è la preoccupazione più comune. Nel mio approccio, si parte da dove sei oggi. Non serve un ordine cronologico o un discorso strutturato. Porterai la tua confusione, i tuoi silenzi o la tua urgenza: insieme, inizieremo a dare un nome alle dinamiche che ti fanno sentire bloccato/a.
Il primo passo non ti porta dove vuoi arrivare, ma ti toglie da dove sei. Iniziamo a muoverci insieme.
Se senti una resistenza all'idea di iniziare un percorso psicologico, non sei "sbagliato" e non ti manca coraggio. Quello che senti è una reazione naturale che ha radici profonde non solo in te, ma anche nel tuo sistema di relazioni.
Ecco perché è così complesso decidere di sedersi su quella poltrona:
La paura di rompere l'equilibrio: ogni individuo, ogni famiglia, coppia o gruppo sociale funziona come un sistema in equilibrio, anche quando quell'equilibrio è sofferto. Iniziare una terapia significa introdurre un cambiamento. Inconsciamente, potresti temere che cambiando tu, cambino anche i tuoi rapporti più cari, generando incertezza in chi ti circonda.
Il peso dei mandati familiari: spesso portiamo con noi "regole non scritte" apprese nel nostro sistema d'origine: "I panni sporchi si lavano in famiglia", oppure "Bisogna farcela da soli". Sfidare queste convinzioni per rivolgersi a un professionista può sembrare, a un livello profondo, un atto di slealtà verso la propria storia. In realtà, è un atto di libertà.
La fatica di narrare se stessi: raccontare la propria vita significa riordinare i pezzi. È un impegno emotivo che richiede energia. È normale sentirsi stanchi al solo pensiero di dover "spiegare tutto dall'inizio".
Possono essere diverse le situazioni di vita, le difficoltà, i disturbi in grado di motivare la richiesta di una consulenza psicologica. Solitamente è nei momenti di crisi che si è più disposti a cogliere l’opportunità per un cambiamento. In alcuni casi la richiesta di sostegno psicologico è motivata da un problema che limita la persona nelle sue possibilità di scelta, altre volte, è legata allo sviluppo e alla crescita personale, o ancora è dovuta a situazioni che irrompono all’improvviso e minacciano gli equilibri psicologici di chi le subisce
Il sostegno psicologico individuale si rivolge a coloro che vivono situazioni di disagio (ansia, depressione, stress, attacchi di panico, fobie, dipendenza da alcol, disturbi del comportamento alimentare, lutti, separazioni, difficoltà relazionali) e che devono affrontare una sofferenza psicologica la cui fonte viene identificata in contesti e relazioni esterne (il lavoro, la famiglia, gli amici) che incidono, più o meno gravemente, sul benessere fisico e psicologico.
Attraverso il colloquio terapeutico è possibile analizzare la situazione che la persona si trova ad affrontare, definire gli obiettivi perseguibili e progettare l’intervento più appropriato attraverso un lavoro mirato a raggiungere un cambiamento che si concretizza in uno stato maggiore di benessere personale, che determina l’acquisizione e attivazione di risorse e talenti che sono l’energia per il nostro benessere.
Il sostegno psicologico costituisce un supporto fondamentale nelle situazioni di disagio emotivo ed esistenziale legato a momenti critici della vita ed è inoltre un utile strumento di cura in condizioni di carenza affettiva e relazionale, in quanto consente lo strutturarsi di nuove modalità relazionali.
Ciò che si raggiunge al termine di un percorso terapeutico, è la capacità di riflettere su se stessi, che porta ogni paziente a porsi nuove domande, nuovi dubbi, raggiungendo un diverso livello di consapevolezza di sè, relazionale, legato all’acquisizione di nuove capacità di collegare e dare senso agli eventi.
Gli incontri offrono, quindi, un’occasione per iniziare a prendersi cura di sé, per sciogliere i nodi che imbrigliano le proprie potenzialità ed il proprio benessere per favorire il recupero delle risorse personali. L’intervento mira a promuovere lo sviluppo, l’autonomia e la valorizzazione delle risorse personali, facilitare le capacità decisionali della persona per sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio modo di affrontare problematiche di carattere professionale e/o personale.
Il sostegno psicologico e psicoterapeutico alla coppia è un intervento finalizzato ad aiutare i coniugi/conviventi in difficoltà a superare momenti critici che incontrano nel loro cammino. Gli ostacoli che la coppia si trova a dover affrontare possono essere di diverso tipo a seconda della fase del ciclo vitale della famiglia (conflitti e incomprensioni durante la neo convivenza, coppia senza figli, nascita del primo figlio, compiti educativi verso i figli, crescita e distacco dai figli, pensionamento, lutto, problemi economici).
L’ascolto e l’attenzione alle dinamiche della coppia permette di affrontare i conflitti nella ricerca di nuovi equilibri. Durante gli incontri si pone al centro dell’attenzione la relazione attraverso cui le persone esprimono la propria individualità; vengono analizzate le problematiche e costruiti obiettivi comuni per promuovere il benessere nella relazione con l’altro. Ci si orienta a favorire nuove modalità di ascolto reciproco e di espressione dei bisogni individuali. L’intervento ha come obiettivo, la risoluzione del conflitto, il ripristino del dialogo e il benessere di ogni membro. Se non si gestisce la relazione con l’altro, in modo da valorizzarne l’esperienza dello stare insieme e se non si vigila sulle direzioni che può prendere il legame, le conseguenze maggiormente prevedibili sono l’incomprensione, la frustrazione o il rancore. Questo percorso mira a favorire, tra i partners, la possibilità di trovare nuove e più funzionali modalità di ascolto reciproco e di espressione dei bisogni personali.
Nella vita di bambini e adolescenti possono a volte comparire degli ostacoli emotivi, dovuti a rapporti con i coetanei o eventi di vita (nascita di un fratellino/sorellina, separazione dei genitori, lutti o traumi di varia natura). Possono insorgere problematiche importanti come disturbi del sonno o dell’alimentazione, gestione difficile di emozioni quali la rabbia, ansie, paure specifiche o fobie.
Tutte queste difficoltà psicologiche possono essere affrontate con l’aiuto di uno psicologo professionista, che adatterà e costruirà su misura il percorso da svolgere in funzione dell’età del bambino/ragazzo. Andrà pertanto a modulare il proprio intervento con adeguata gestione di tempi e modi, creando un setting che possa favorire la creazione di una buona alleanza terapeutica, necessaria per la buona riuscita del percorso.
L’utilizzo di materiali adatti, tra cui anche giochi e quant’altro possa essere ritenuto funzionale da parte dello psicologo, è fondamentale, così come le stanze utilizzate per questo tipo di colloqui: presso il Centro Risorsa Uomo sono presenti stanze appositamente arredate, molto luminose, piene di libri, giochi e arredi a misura anche di bambino, pensate per essere accoglienti e non avere un aspetto “medicalizzato” che incide negativamente sulla percezione del bambino/ragazzo stesso.
Il mio studio si trova a Sassuolo: effettuo colloquio sia in presenza che nella modalità on -line.
Via Adda, 50/D, 41049 Sassuolo MO
333 69 60 912
0536 18 01 012
All’inizio ero titubante, non sapevo cosa aspettarmi, ma già dal primo colloquio mi sono sentito ascoltato e compreso. Ho capito che posso affrontare le mie difficoltà senza sentirmi solo e la Dott.ssa Cavalletti è la persona giusta perché mi ha accolto e non mi sono sentito giudicato.
Ero molto stressata e confusa durante la mia separazione e i tempi della sentenza mi sembravano infiniti. Ho scelto la Dott.ssa Cavalletti come mia CTP: mi ha aiutata a comprendere le dinamiche famigliari e a tutelare al meglio il mio ruolo di mamma e i miei bambini, senza mai perdere di vista l’aspetto umano
Sono la mamma di G., ero molto preoccupata per i risultati scolastici di mio figlio. La valutazione è ha fatto emergere un profilo DSA, la Dott.ssa Cavalletti mi ha spiegato i punti di forza e di debolezza di mio figlio, ci ha dato strumenti concreti per affrontare la scuola con maggiore serenità, evitando continui litigi in famiglia nel momento dell’esecuzione dei compiti.
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